Gaetano Quagliariello: IL CENTRODESTRA RITORNA PROTAGONISTA

Diciamoci la verità: dopo una lunga traversata nel deserto, ci sono le condizioni per avviarsi a vivere una stagione di protagonismo e rinnovato entusiasmo. L’ordalia referendaria, che nelle intenzioni del promotore avrebbe dovuto “spazzare via” le opposizioni, ha portato in superficie le profonde lacerazioni della sinistra e ricompattato la nostra metà campo. La schiacciante vittoria del No ha confermato molte delle analisi politiche sulle quali ci eravamo ritrovati. Nondimeno, però, la sfida che attende il centrodestra da qui alle prossime elezioni è per certi versi una delle più delicate della pur travagliata storia degli ultimi anni.

Oltre a dover trovare la chiave per ricomporre una lunga diaspora, il centrodestra deve infatti in qualche modo farsi carico anche dei danni prodotti dal centrosinistra e in particolare dal renzismo. La fallimentare strategia del “grillismo di Palazzo”, in nome della quale Matteo Renzi ha pensato di poter inseguire l’antipolitica stando assiso sugli scranni del potere, ha provocato sconquassi tali da spalancare all’antipolitica la strada e regalarle un vantaggio tale che nessuno psicodramma capitolino potrà azzerare. Ed è evidente che dopo aver penalizzato il centrosinistra, questo fenomeno rischia di abbattersi inevitabilmente anche sul centrodestra.

Che fare, dunque? Io credo che il centrodestra debba assumere una prospettiva di tipo gollista. Da un lato ricostruire l’unità della nazione, contribuire alla tessitura di una nuova trama comune a livello tanto sociale quanto politico-istituzionale in un Paese lacerato da una vicenda lunga e sfibrante. Dall’altro deve saper essere orgogliosamente di parte, evitando che questa tensione unitaria non diventi inciucio, opacità, unanimismo.

Affinché l’obiettivo sia perseguibile con speranza di successo, per prima cosa il centrodestra deve dimostrare di saper essere una comunità. In questo senso, il tavolo promosso sul tema della legge elettorale è un metodo apprezzabile da riprodurre anche in altri ambiti. Deve inoltre strutturarsi come una comunità disciplinata da regole non più affidate al caso: le primarie non esauriscono questa esigenza ma sono senz’altro un passo importante. Infine, bisogna coltivare una tensione programmatica e declinarla attraverso battaglie politiche chiare e leggibili agli occhi della gente. Rappresentare una sintesi tra moderatismo e radicalità, in un momento in cui una crisi ormai quasi decennale ha devastato il ceto medio e i “moderati” sono i più arrabbiati di tutti. Individuare l’agenda del XXI secolo e sviluppare il coraggio di analisi nuove su immigrazione, welfare, Europa, politica estera, sfida antropologica.

Regole e contenuti sono il terreno della ripartenza di un centrodestra che sappia essere al tempo stesso molto di parte e molto rassicurante. Che sappia unire il Paese senza smarrire la propria identità e in nome di quella identità ambisca a rappresentarlo.

 

Gaetano Quagliariello

Senatore Movimento IDEA