Raffaele Fitto: LE PRIMARIE DEL CENTRODESTRA: UNA RISPOSTA VINCENTE

Ma il centrodestra che vuole fare da grande? Vuole giocare in difesa, quando è già sotto di due gol? “Difendiamo” la sconfitta? Manteniamo il terzo posto, facendo da spettatori al derby Pd-Cinquestelle? Lasciamo senza risposta un elettorato, il nostro, che sarebbe maggioritario, ma non trova uno sbocco e soprattutto un’offerta politica unitaria e vincente? Sarebbe un delitto, il fallimento di un’intera classe dirigente.

L’alternativa è rappresentata dalle primarie. Uno strumento forte, vincente, sperimentato da sempre negli Stati Uniti, e ora con successo anche in Francia, dove un partito (il più affine a noi, i Repubblicani francesi) era alle corde, e nel breve volgere di due-tre mesi ha saputo rivitalizzarsi, dare vita a un dibattito vero, unirsi al di là delle differenze, ed esprimere un candidato in grado di competere sia con la Le Pen sia con i Socialisti.

Con le primarie ci sono tre vantaggi certi. Primo: unisci davvero uno schieramento, perché chi partecipa alle primarie, poi, non può chiamarsi fuori. Secondo: lo rinnovi dando la parola ai cittadini, agli elettori, uscendo dalla logica dei tavoli e delle stanze chiuse. Terzo: apri la campagna elettorale con mesi di anticipo, conquistando il centro della scena, imponendo ai media di occuparsi della tua agenda, delle tue proposte, delle tue battaglie.

So bene che in Italia le esperienze (quelle della sinistra) non sono state sempre rassicuranti o esenti da errori, tra file di cinesi e elenchi discutibili di votanti. Ma il problema è facilmente risolvibile nel modo che noi proponiamo da mesi: stabilire che possa votare solo chi, insieme al documento di identità, presenta la tessera elettorale.

Il tempo è scaduto. Ora è davvero questione di volontà politica. Propongo a tutti (a Forza Italia, alla Lega, a Fratelli d’Italia, al movimento Idea, a ogni protagonista alternativo alla sinistra e ai Cinquestelle) di fare una cosa semplice, senza aspettare una legge (sarebbe auspicabile, ma, con questi chiari di luna, significherebbe attendere le calende greche): adottare e adattare le regole seguite in Francia.

Servono solo piccoli accorgimenti. Se la legge elettorale italiana resterà a due turni, anche le nostre primarie dovranno ragionevolmente prevedere un ballotaggio, come in Francia. Altrimenti, si proceda a turno unico. Ma si proceda. I nostri elettori hanno aspettato anche troppo.

Si convochi già durante la pausa delle feste una riunione per fissare poche semplici regole. E si scelga una data. Se le elezioni saranno a giugno, le nostre primarie dovranno tenersi a fine marzo-primi di aprile. Se invece le elezioni fossero a febbraio 2018, stabiliamo fin d’ora che le nostre primarie si tengano a novembre del 2017. Prepariamo entrambe le ipotesi. E, appena ci sarà certezza sul calendario politico, si proceda.

Altrimenti, rischieremo di assomigliare a Renzi e alla Boschi, che avevano promesso di andarsene, e invece stanno ancora lì. Guai a noi se, dopo aver promesso di rilanciare il centrodestra, ci ritroveremo a tradire questo impegno. Gli elettori – giustamente – non ce lo perdoneranno.

Raffaele Fitto

promotore della Convenzione Blu, leader Conservatori e Riformisti, Vicepresidente Gruppo europeo Ecr